Dal 2013 la previdenza complementare in RC subirà un profondo cambiamento. CamicNet ne ha parlato con Petr Šimerka, Vice Ministro del Lavoro e degli Affari sociali, responsabile per l'area legislativa.
Quali sono le principali novità introdotte dalla riforma del sistema pensionistico?
Nell'ambito di questa riforma sarà rafforzato il ruolo della previdenza complementare e dei fondi pensione. Ogni lavoratore infatti potrà scegliere di dirottare nei fondi pensione parte dei contributi pensionistici, che attualmente ammontano al 28% dello stipendio lordo. Il lavoratore potrà quindi depositare su un conto individuale presso un fondo pensione il 3% del proprio stipendio lordo, attualmente versati allo Stato.
Questa decisione è irreversibile per l’intera carriera lavorativa ed implica una maggiorazione obbligatoria: l’aderente al fondo complementare dovrà infatti pagare di tasca propria una quota extra pari al 2% dello stipendio lordo.
Quali sono le tempistiche previste?
I tempi di adesione sono molto precisi. Le persone con età superiore ai 35 anni avranno 6 mesi a partire dall'entrata in vigore della riforma per decidere se aderire o meno alla nuova previdenza complementare. Stando al piano attuale, dovranno decidere entro il 30 giugno 2013. Le persone con meno di 35 anni, invece, dovranno decidere entro la fine dell’anno in cui compieranno i 35 anni di età.
Ogni aderente dovrà indicare la propria strategia d'investimento, scegliendo un mix tra i 4 profili previsti (fondi dinamici, fondi equilibrati, fondi conservatori e fondi dei bond statali). Posso confermare che la riforma entrerà in vigore e che i primi contratti pensionistici potranno essere firmati a partire dal primo gennaio del prossimo anno.
In che modo saranno pagate le rate della pensione complementare?
Il diritto alla pensione complementare andrà di pari passo con il diritto alla pensione di vecchiaia. L'aderente godrà quindi della pensione complementare quando maturerà il diritto alla pensione di vecchiaia ordinaria. Potrà inoltre scegliere tra diversi sistemi di riscossione: pagamento con rate a vita, pensione a vita insieme a una pensione vedovile di tre anni, oppure una pensione con una durata limitata a 20 anni di rate. Le pensioni saranno pagate come assicurazione sulla vita e in caso di morte dell'aderente i fondi residuali sul conto personale saranno imputati all’eredità.
Il nuovo sistema sarà aperto anche agli imprenditori e alle partite Iva?
Potranno partecipare tutti coloro che hanno almeno 18 anni e che non godono ancora di una pensione di vecchiaia. Le condizioni sono uguali a quelle dei dipendenti, sia per i tempi di adesione sia per la sottoscrizione del contratto. Quindi anche gli imprenditori e le partita Iva potranno partecipare al nuovo sistema previdenziale.
I cittadini comunitari che lavorano in RC potranno aderire?
Le condizioni di adesione al sistema complementare non impediscono in nessun modo l'adesione dei cittadini comunitari, che ovviamente dovranno soddisfare le condizioni di cui ho già parlato.
Secondo lei, alcune delle condizioni per l'adesione alla previdenza complementare, come l'età, oppure l'impossibilità di uscire dal sistema previdenziale durante la carriera lavorativa, possono essere penalizzanti per quei dipendenti che non trascorrono l’intera vita lavorativa in RC?
Abbiamo impostato il sistema in modo tale che ogni persona che inizi a lavorare nel nostro Paese possa avere un lasso di tempo di 6 mesi dalla partenza della riforma per decidere se aderire o meno alla previdenza complementare.
Questo varrà anche per il lavoratore che inzierà a versare i contributi pensionistici dopo il 30 giugno 2013, ad esempio dopo esser tornato da un periodo di lavoro all'estero. Nessuno viene qindi escluso. D'altra parte, il diritto alla pensione complementare viene riconosciuto assieme a quello della pensione di vecchiaia. Le persone che non aderiscono non vengono in nessun modo penalizzate rispetto agli aderenti.
Vogliamo concludere questa intervista con un esempio pratico. Cosa accadrà al lavoratore che aderirà al risparmio pensionistico, ma che deciderà in seguito di spostarsi all'estero? Potrà continuare a pagare la sua quota di risparmio, oppure i suoi soldi rimaranno congelati sul suo conto individuale?
Il pagamento della quota del risparmio pensionistico coincide con l'obbligo del pagamento dei contributi pensionistici cechi, quindi è collegato soprattutto con le attività economiche svolte in Repubbblica Ceca. Nel caso in cui l'aderente vada a lavorare all'estero, restando senza reddito imponibile in RC, non dovrà più l'obbligo continuare a pagare la sua quota di risparmio pensionistico. Tuttavia potrà pagare i contributi figurativi sia per l'assicurazione pensionistica sia per il risparmio pensionistico. Come negli altri casi, la pensione complementare sarà erogata dal momento in cui saranno soddisfatti i requisiti per la pensione ordinaria.
Jakub Hornaček
jakub.hornacek@camic.cz