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23.06.2015

Nova Mosilana, continua l’anno da record

Dal primo aprile 2015 la società Nova Mosilana, socio Camic, ha un nuovo presidente del Consiglio d'amministrazione. A subentrare è Ing.Pavel  Zezula che sostituisce Ing. Jiri Urban in seguito al suo pensionamento.

Ing. Zezula, cosa significa per lei la società Nova Mosilana?

Lavoro in Nova Mosilana con diversi incarichi da ormai 18 anni, quindi conosco la nostra azienda dalla a alla zeta. Ho una conoscenze diretta di molti nostri collaboratori e del sistema di produzione dei tessuti di lana di alta gamma, destinati alla moda maschile, che sono il nostro core business. Per me Nova Mosilana è un'impresa stimata e di successo. Per questo è importante che condivida le sue esperienze anche con altre aziende del gruppo, sfruttando appieno le sinergie con la casa madre.

Il Gruppo Marzotto investe continuamente nella modernizzazione del parco macchine di Nova Mosilana. Quali sono gli obiettivi di questa modernizzazione?

Gli obiettivi sono i più alti, ovviamente. Acquistiamo le tecnologie più moderne e possiamo vantare un parco macchine all'avanguardia mondiale. Un nostro grande vantaggio competitivo consiste in una strategia di investimenti continui, sia negli anni più floridi che in quelli relativamente meno soddisfacenti. Cerchiamo di implementare al massimo i sistemi di automatizzazione per il controllo dei processi produttivi, che nella nostra azienda sono molteplici e complicati. E ovviamente non ci dimentichiamo dei nostri dipendenti. In Nova Mosilana siamo oltre mille e questo ci posiziona tra i datori di lavoro più significativi nella regione. Ogni anno pianifichiamo lo sviluppo delle nostre risorse umane con una particolare attenzione ai temi d'attualità.

Il Gruppo Marzotto ha dotato Nova Mosilana del proprio know-how e di un marchio consolidato. Come continua la collaborazione con la casa madre?

È una combinazione ideale. Unire la Mosilana con un partner strategico ai tempi dei processi di privatizzazione è stata una decisione ottimale da un punto di vista di lungo termine, ma anche l'unica fattibile. È un peccato che non lo abbiano capito anche altre aziende. A Brno siamo rimasti gli unici a produrre tessuti. L'Italia è il cuore della moda maschile, quindi la casa madre si occupa dello sviluppo di nuovi prodotti e della loro vendita, mentre in Moravia ci concentriamo sulla messa in produzione di nuovi tessuti e nuovi filati.

Ma anche Nova Mosilana ha un suo centro di sviluppo. Quale ruolo sta giocando nell'ambito dell’azienda?

Siamo gli unici nel gruppo a produrre filati di lana, quindi ogni sviluppo e innovazione in questo settore parte da noi. Partecipiamo anche alla produzione della collezione di tessuti per le stagioni estive e invernali. Questo dà respiro alla casa madre e allo stesso tempo ci permette di conoscere i nuovi prodotti.

Il 2014 è stato un anno record per il settore tessile ceco. Quale sviluppo attendete per quest'anno?

Anche noi abbiamo registrato un volume di produzione record nella nostra storia con circa 9,3 milioni di metri di tessuti prodotti e 4,3 mila tonnellate di filati prodotti. E posso constatare con soddisfazione che quest'anno l'andamento è altrettanto soddisfacente. Tutto ciò è il risultato di un approccio attivo verso i clienti, della capacità di reagire velocemente alle necessità di mercato e di un rapporto molto buono tra qualità e prezzo.

Con la ripresa economica anche la situazione sul mercato del lavoro sta mutando. Le imprese si lamentano sulla scarsa disponibilità di un personale qualificato, dall'altro lato ci si attende una pressione sulla crescita dei salari. Come valuta l'attuale situazione del mercato del lavoro?

È una situazione, che stiamo sentendo anche noi in Nova Mosilana. Siamo ben consci che una maggiore volatilità della forza lavoro aumenti il nostro carico di lavoro. Facciamo formazione professionale direttamente in azienda, in quanto non esistono istituti professionali tessili in grado di fornirci dei collaboratori adeguati. In alcuni casi impieghiamo solo due settimane, mentre le posizioni più impegnative richiedono un periodo di formazione più lungo, che può arrivare a sei mesi o a un anno. D'altra parte non ritengo le rivendicazioni salariali un problema, se l'azienda è capace di reagire sul fronte dei costi attraverso l'aumento della produttività del lavoro e della qualità, o attraverso la diminuzione delle spese per malattia.

 

Fonte foto: mosilana.cz

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