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10.06.2015

Un quarto di secolo per l’Associazione Amici dell’Italia

L'Associazione Amici dell'Italia, socio Camic, ha festeggiato sabato 6 giugno i venticinque anni di attività. Dopo un quarto di secolo, l'Associazione è oggi una presenza fondamentale nel panorama della società civile ceca legata all'Italia, con migliaia di iscritti e diramazioni territoriali in undici città ceche. Ne abbiamo parlato con il presidente dell'Associazione Petr Dostal.


L'Associazione Amici dell'Italia festeggia venticinque anni di attività. Quali sono i maggiori successi?

L'Associazione ha rappresentato in questi anni un fondamentale rafforzamento di tipo culturale e anche umano, che è arrivato dalla Repubblica Ceca all'Italia. Nel Paese ci sono diverse istituzioni italiane, come l'Ambasciata, l'Istituto di Cultura o la stessa Camera di Commercio, ma l'Associazione rappresenta un'esperienza unica fatta di persone e della loro passione per l'Italia. Tutte le attività di questi anni, tra gemellaggi, concerti, scambi e collaborazioni di altro tipo, sono il frutto di questa passione. Credo che sia già un grande successo che l'Associazione sia riuscita a coprire questa fascia fondamentale di rapporti tra i due Paesi.

Agli inizi l'Associazione aveva un ruolo importante nella creazione del flusso turistico verso l'Italia, che prima del 1989 era assente per motivi politici. Oggi questo ruolo è assunto prevalentemente da operatori commerciali. Come sono cambiate le vostre attività?

È chiaro che rispetto al passato l'Associazione ha oggi un ruolo prevalentemente culturale, favorendo quindi l'interscambio tra i due Paesi. Negli ultimi anni si sono inoltre ringiovaniti sensibilmente sia la base sia i vertici associativi, dando così impulso a nuove idee. Un ambito fondamentale delle nostre attività sono i corsi di lingua italiana, molto amati dai cechi. Non siamo una scuola di lingua tradizionale ma persone, che sono a stretto contatto con l'italiano in moltissimi ambiti. I nostri corsi si distinguono quindi non solo per la qualità, ma anche per la varietà dei campi che riusciamo a coprire in base alle richieste, in ambito gastronomico, culturale o anche aziendale.

L'Associazione ha depositato presso l'Ufficio del Governo della Repubblica Ceca la richiesta per il riconoscimento degli italiani come minoranza culturale. Ci può spiegare questo progetto?

Si tratta di un progetto ambizioso. In base ai dati dell'ultimo censimento del 2011 abbiamo verificato che ci sono i presupposti numerici affinché gli italiani siano dichiarati una minoranza culturale e nazionale in Repubblica Ceca. La Legge ceca infatti riconosce come minoranza un gruppo di cittadini cechi che si richiama a un'altra nazionalità. Se la nostra proposta dovesse venire approvata, ci sarebbero effetti positivi anche per i cittadini italiani residenti in Repubblica Ceca. Credo che con questo riconoscimento si sentirebbero più a casa e ci sarebbero nuove opportunità di collaborazione culturale.

L'Associazione vorrebbe trovare maggior sostegno dalle aziende italiane attive in Repubblica Ceca. Che cosa potete offrire alle imprese italiane?

In primo luogo si tratta di dare visibilità alle aziende che ci sostengono, nel corso dei numerosi eventi e della vita della nostra Associazione. Inoltre, possiamo far rete tra diverse conoscenze ed esperienze. Tra i nostri membri ci sono infatti professori universitari, insegnanti, artisti, personalità del mondo politico e delle scienze. Infine vogliamo sviluppare maggiormente anche il fronte dei corsi di lingua italiana aziendali.

 

Fonte foto: Pixabay

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