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22.02.2017

Il Sottosegretario Sandro Gozi ha incontrato i soci Camic

In occasione della sua visita di due giorni in Repubblica Ceca il Sottosegretario Sandro Gozi ha incontrato mercoledì 22 febbraio in un dibattito pubblico i soci della Camera di Commercio e dell'Industria Italo-Ceca.

Il dibattito tenutosi nella sede camerale è stato aperto dal saluto del presidente della Camera Gianfranco Pinciroli. «Noi, in quanto imprenditori, siamo sempre contenti quando i membri del Governo italiano vengono i visita in Repubblica Ceca e ci ricordano che non siamo soli» ha sottolineato Pinciroli. Nel suo saluto l'ambasciatore italiano a Praga Aldo Amati ha messo in rilievo l'andamento della visita del sottosegretario Gozi. «Credo che il sottosegretario abbia ben compreso che i cechi non sono assimilabili ai governi in Polonia o in Ungheria e che in numerose tematiche abbiamo punti di vista molto simili» ha detto Amati.

L'Italia in Europa. Il sottosegretario Gozi ha aperto il suo intervento con una valutazione del ruolo dell'Italia in Unione Europea. «L'Italia in questi anni è diventata agli occhi dei partner europei un Paese più affidabile – ha detto Gozi – lo mostrano anche i numeri: le infrazione sono calate del 42% e le frodi al bilancio europeo del 62%. Grazie a ciò abbiamo più forza nei negoziati. Come dicono gli inglesi, bisogna essere molto esigenti nei negoziati e molto affidabili in seguito». Secondo Gozi il rafforzamento dell'Italia nelle istituzioni europee è ben visibile nel Parlamento Europeo, che ha per la prima volta dal 1975 un presidente europeo. Un italiano presiede inoltre il secondo gruppo parlamentare più grande a Strasburgo e altri italiani sono a capo di importanti commissioni. «Sicuramente al Parlamento Europeo si parla più italiano rispetto alla legislatura precedente» ha rilevato Gozi.

Mercato comune. Un tema fondamentale per imprenditori che operano i diversi Paesi dell'Unione è il buon funzionamento del mercato comune. Soprattutto sul versante dei servizi continuano a esserci molte lacune e provvedimenti protezionistici di singoli Paesi. «Con la Repubblica Ceca abbiamo una forte collaborazione nel capitolo del mercato comune digitale, che considero prioritario» ha sottolineato Gozi. Un'altra lacuna da colmare è rappresentata dagli appalti pubblici con provvedimenti e atteggiamenti delle istituzioni locali miranti a scoraggiare la partecipazione di imprese straniero. Un grado elevato di atteggiamenti protezionistici è lamentato anche da imprese italiane dell'edilizia, che stanno partecipando a bandi pubblici per la costruzione di infrastrutture. «In generale il sistema degli appalti pubblici è uno dei settori del mercato comune europeo, su cui dobbiamo lavorare di più, affinchè ci sia una vera e piena apertura alle imprese di tutta l'Europa» ha ammesso Gozi.

Futuro dell'euro. La moneta unica sta diventando, in vista anche delle elezioni politiche in diversi Paesi europei, una materia incandescente. Secondo Gozi bisogna fare al più presto una revisione della governance dell'eurozona. «Riteniamo che il Fiscal Compact non vada messo tra i trattati europei» ha sottolineato il sottosegretario Gozi. Per il Governo italiano l'eurozona dovrebbe dotarsi di una propria capacità di investimenti e allo stesso tempo essere più flessibile sugli investimenti nazionali. Il Governo italiano vorrebbe aprire la discussione sul tema a fine 2017, dopo le elezioni francesi e tedesche, quando l'eurozona dovrà fare una valutazione del funzionamento del Fiscal Compact. Secondo Roma, il rafforzamento degli investimenti pubblici nazionali ed europei è un mezzo imprescindibile per rafforzare la crescita economica e gestire le finanze pubbliche. «La riduzione sostenibile del debito si basa su due pilastri: la spending review delle uscite pubbliche e il riavvio della crescita facendo crescere il denominatore nel rapporto tra debito e PIL». 

Brexit. L'uscita della Gran Bretagna dall'Unione Europea è uno delle questioni, che stanno occupando maggiormente le istituzioni europee e le cancellerie dei Paesi membri, che stanno cercando di formulare le proprie priorità nel negoziato dell'addio tra l'UE e il Regno Unito. «Vogliamo una soluzione che tuteli i nostri connazionali, che vivono nel Reno Unito, e che, possibilmente, comprenda un trattato commerciale, che permetta di mantenere aperto il mercato britannico per le nostre imprese. Diversamente da quanto pensa Boris Johnson, l'Italia non esporta nel Regno Unito solo il prosecco ma anche tante tecnologie high-tech» ha sottolineato Gozi. Sul negoziato si concentrerà anche l'attenzione, di chi vorrebbe riproporre l'uscita del proprio Paese dall'Unione. «L'uscita del Regno Unito dall'Unione Europea non può  costituire un precedente da seguire: perciò le condizioni di separazione non possono essere migliori o uguali a quelli di un Paese membro» ha aggiunto Gozi.

Altri appuntamenti. Nella visita di due giorni (mercoledì 22 e giovedì 23 febbraio) il sottosegretario Sandro Gozi ha incontrato il suo omologo Tomáš Prouza. I due hanno poi partecipato a un dibattito pubblico. Sono inoltre previsti nel programma della visita interventi alla Scuola di alti studi d'economia e all'Università Carlo in Praga, all’Istituto Italiano di Cultura e alla sede della European Global Navigation Satellite Systems Agency (GSA – Galileo).

Fonte: Camic

Fonte fotografica: Francesco Bencivenga Slow Photography

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