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02.03.2026

Jakub Dusílek, CEO di Unicredit Bank CZ&SK: la crescita deve venire dall’innovazione, non dai sussidi

Il direttore generale di UniCredit Bank CZ&SK, Jakub Dusílek, spiega perché l’economia ceca ha bisogno di un ambiente prevedibile, della fiducia degli investitori e del sostegno all’innovazione.

L’intervista che segue è stata preparata nel 2025 per l’Annuario CAMIC e riflette il contesto economico e istituzionale di riferimento al momento della sua realizzazione.

Per il 2025 l’economia ceca segna una crescita di circa il 2%. Manterrà un ritmo simile nel 2026 e sarà ancora trainata dalla domanda interna?

Ci aspettiamo che anche il prossimo anno i consumi privati ​​continueranno a essere il motore principale dell’economia ceca. Tuttavia, per il 2026 prevediamo un leggero rallentamento della crescita del PIL dovuto a una combinazione di fattori contrastanti. Ad avere un impatto negativo saranno i dazi sulle importazioni degli Stati Uniti. Se, infatti, quest’anno le economie europee hanno beneficiato dell’accumulo di scorte, nella prima metà del 2026 tale effetto svanirà. Inoltre, il potere d’acquisto delle famiglie risulterà indebolito dalla ristrutturazione dei mutui, che comporterà un aumento delle rate mensili e dei tassi di interesse.
Un impulso positivo potrebbe arrivare dalla ripresa del ciclo degli investimenti in Germania. La politica fiscale del nuovo governo ceco rimane una variabile aperta. Qualora il deficit di bilancio dovesse aumentare rispetto a quello di quest’anno, favorirebbe sì la domanda interna nel breve termine, a costo, però, di maggiori pressioni inflazionistiche.

Negli ultimi anni l’export ceco ha perso slancio. Cosa può favorire la ripresa e quale ruolo gioca in questo l’economia tedesca?

La Germania rimane il partner commerciale strategico della Cechia e le nostre esportazioni rappresentano oltre un quarto di tutte le forniture. Ogni punto percentuale di crescita del PIL tedesco rappresenta un sostegno significativo per gli esportatori cechi.
Pur avendo subito un rallentamento negli ultimi due anni, la crescita delle esportazioni, in realtà, non sta diminuendo in termini reali, questo perché le aziende ceche stanno trovando nuovi mercati, principalmente in Asia. Tuttavia, il 2026 non sarà un anno facile per gli esportatori. Secondo l’OMC, il commercio mondiale di beni aumenterà solo dello 0,5%, a causa delle barriere e del protezionismo degli Stati Uniti. Per crescere, quindi, le aziende ceche dovranno ricorrere a più competitività: innovazioni, qualità e capacità di conquistare una fetta maggiore della domanda globale.

Nel settore bancario, negli ultimi due anni, il mercato dei mutui è cresciuto in modo significativo. Si prevede una tendenza simile anche nel 2026?

Credo che l’anno prossimo il mercato dei mutui raggiungerà il suo picco. Dopo una crescita estremamente forte – l’aumento annuo dei nuovi mutui ha superato l’80% nel 2024, mentre quest’anno si prevede un +40% – il 2025 sarà il secondo anno più forte della storia, dopo l’anno record del 2021.
A trainare il mercato sono stati i tassi d’interesse contenuti, l’aumento dei prezzi degli immobili e la crescita sostanziosa dei salari reali. Il risultato è stato un calo ragguardevole dei tassi e un aumento dell’importo medio dei mutui. A settembre 2025, di oltre 0,5 milioni di corone ceche su base annua.
Per il 2026 ci aspettiamo un certo rallentamento. Il tasso di crescita dei salari e dei prezzi degli immobili rallenterà, gli swap sui tassi di interesse si stabilizzeranno, il che significa anche stabilità nei tassi dei mutui. Il mercato rimarrà forte ma, stando alle stime, il volume dei nuovi mutui non dovrebbe superare i 310 miliardi CZK circa di quest’anno, al netto dei rifinanziamenti.

Negli ultimi due anni gli investimenti aziendali sono rimasti stagnanti. Ci si può aspettare una ripresa nel 2026?

Siamo convinti che il 2026 porterà una ripresa degli investimenti aziendali, specie nel segmento delle piccole e medie imprese che costituiscono la spina dorsale dell’economia. Queste aziende sono alla ricerca di modi per innovare e aumentare l’efficienza per adattarsi alle esigenze tecnologiche e ambientali del mercato.

In qualità di leader nel corporate banking, UniCredit Bank è pronta a sostenere attivamente la crescita. Offriamo una vasta gamma di finanziamenti, dai crediti per investimenti ai programmi sostenuti dalla Banca Europea per gli Investimenti o dalla Banca di Sviluppo Nazionale, volti a ridurre i costi e a migliorare l’accesso al capitale. L’obiettivo è quello di essere un vero partner per le aziende di tutte le dimensioni, aiutandole a crescere, investire nell’innovazione e rafforzare la loro competitività sia sul mercato nazionale che su quello estero.

Contestualmente, diamo importanza al fatto che dietro ogni successo ci sono persone e storie. L’iniziativa Ogni azienda ha la sua storia” presenta aziende ceche e slovacche interessanti che, grazie alla nostra partnership, stanno crescendo, innovando e facendo crescere i settori in cui operano. Le loro storie sono la riprova che fiducia, collaborazione e visione sono alla base di una crescita sostenibile.

Quali misure dovrebbe adottare il nuovo governo per sostenere la prosperità nel medio e lungo periodo?

Quello di cui necessita l’economia ceca è un piano chiaro, realistico e sostenibile che rafforzi la fiducia dei mercati finanziari e degli investitori. Sarà fondamentale creare un ambiente prevedibile – senza interventi ed esperimenti fiscali di corto respiro che potrebbero minare la stabilità.
Nel medio termine, il governo dovrebbe concentrarsi sulla stabilizzazione delle finanze pubbliche, abbandonando l’economia basata su sovvenzioni e sussidi, a favore di un’economia produttiva, innovativa ed efficiente. Il rigore fiscale deve andare di pari passo con la riforma della spesa pubblica, in particolare delle spese inderogabili.
La seconda priorità è la sicurezza e la trasformazione energetica, con particolare attenzione a obiettivi realistici in termini di emissioni e al sostegno di infrastrutture moderne. La Repubblica Ceca ha bisogno di una strategia chiara che metta insieme politica industriale, impegni climatici e competitività.
Il terzo punto strategico riguarda la disponibilità di alloggi e la riduzione delle disuguaglianze sociali, ad esempio tramite una revisione del mix fiscale, vale a dire aumentando la quota delle imposte patrimoniali a scapito della tassazione sul lavoro. Una politica fiscale stabile è essenziale per lo sviluppo del mercato immobiliare e la crescita a lungo termine del tenore di vita.

 

 

 

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