La crisi in Medio Oriente e la chiusura dello Stretto di Hormuz stanno già avendo forti ripercussioni economiche in Europa e nella Repubblica Ceca. Molte aziende stanno quindi cercando modi per affrontare al meglio questa situazione imprevista e continuare i propri piani commerciali e di investimento anche in un contesto mutato. Abbiamo parlato dell’argomento con Markéta Stržínková, direttrice generale della filiale ceca del gruppo assicurativo europeo Atradius.
Come ritiene che le aziende dovrebbero prepararsi a uno scenario in cui i maggiori costi di carburante e l’incertezza rimarranno con noi anche nei prossimi mesi?
La situazione geopolitica intorno allo Stretto di Hormuz dimostra che le aziende devono tenere conto nella gestione dei rischi, anche di un’interruzione improvvisa e di lunga durata delle rotte commerciali chiave e delle forniture di materie prime. Per le imprese ceche è fondamentale lavorare sistematicamente con diversi scenari, diversificare i fornitori di energia e materie prime e non fare affidamento su un’unica regione o rotta. Altrettanto importante è la gestione attiva della liquidità, dei crediti e dei rischi di pagamento, poiché l’aumento dei prezzi dell’energia, l’inflazione e il rallentamento della domanda aumentano il rischio di insolvenza in tutti i settori. Le aziende dovrebbero riesaminare continuamente la propria strategia e le catene logistiche, prevedendo un aumento dei costi di trasporto e di finanziamento. La soluzione più efficace consiste in una gestione del rischio disciplinata e basata sui dati, ed essere pronti ad agire rapidamente qualora si concretizzasse lo scenario sfavorevole di un conflitto di lunga durata.
In quali settori secondo lei l’attuale situazione avrà un impatto più significativo?
Sulla base dell’attuale situazione nello Stretto di Hormuz, prevediamo che gli impatti più significativi si manifesteranno soprattutto nei settori dell’energia (petrolio e gas), dei trasporti e della logistica e nell’industria chimica, poiché questi settori combinano un forte aumento dei prezzi, un’elevata volatilità, il rischio di interruzioni fisiche delle forniture e, allo stesso tempo, un aumento del rischio di pagamento nelle catene di approvvigionamento collegate.
Cosa consiglierebbe alle aziende associate alla Camera che desiderano espandersi, ma allo stesso tempo avvertono una maggiore incertezza nel commercio estero? E in che modo la sua società può aiutarle?
Consiglierei alle aziende di utilizzare l’assicurazione crediti come strumento pratico per un’espansione sicura, non solo come protezione “da tenere nel cassetto”. L’assicurazione consente di vendere a fattura anche a nuovi clienti esteri senza che l’azienda si assuma il rischio completo di mancato pagamento. Allo stesso tempo fornisce una valutazione continua della solvibilità con avvisi tempestivi, in modo che le aziende sappiano dove possono crescere e dove al contrario, devono rallentare. Questo è fondamentale in un contesto in cui la situazione finanziaria dei clienti può peggiorare rapidamente a causa della geopolitica, dei prezzi dell’energia o dei trasporti. La nostra società aiuta le aziende combinando assicurazione e monitoraggio dei rischi e offrendo anche il recupero dei crediti insoluti.
L’anno scorso il gruppo Atradius ha festeggiato i suoi 100 anni di attività. Cosa significa per lei questo traguardo?
Per me personalmente i cento anni di Atradius sono la prova che l’azienda poggia su basi solide e sulla fiducia a lungo termine dei clienti, verso i quali nutro grande rispetto e senso di responsabilità. Considero il centenario come un impegno a sviluppare ulteriormente l’azienda, a modernizzarla e a reagire all’evoluzione dei rischi e delle esigenze dei nostri clienti. La tradizione è per me un punto di forza, non un freno, ed è per questo che voglio che Atradius continui a innovare rimanendo un partner affidabile anche per le future generazioni di imprenditori.
Che consiglio darebbe oggi alle donne che puntano a posizioni dirigenziali nei settori della finanza, delle assicurazioni o del risk management?
Non ho mai ragionato in termini di donne contro uomini: ho sempre seguito ciò che mi sembrava sensato e giusto. Alle donne che aspirano a ricoprire ruoli dirigenziali direi: siate voi stesse, non cercate di adattarvi a nessuno e difendete le vostre opinioni. Se sapete di cosa state parlando, chi vi circonda se ne accorgerà.



