I partiti di governo sono usciti a mani vuote dal rinnovo di un terzo dei seggi del Senato, che continua a essere saldamente in mano all’opposizione. Il secondo turno delle elezioni si è tenuto venerdì 16 e sabato 17 ottobre.
Il movimento ANO, guidato dal premier Andrej Babiš, aveva un proprio candidato al secondo turno in 13 circoscrizioni, ma non è riuscito a conquistare nemmeno un seggio. Il partito perde così un seggio al Senato, dove rimane in minoranza. Secondo Babiš, il risultato della votazione — giunto ad un anno dalla vittoria alle elezioni politiche — è stato «catastrofico», e per questo ha esortato il proprio movimento a una riflessione. Non hanno ottenuto alcun seggio neppure i partiti minori della coalizione: SPD e Automobilisti.
I partiti dell’opposizione parlamentare hanno vinto in 22 circoscrizioni, confermando così la loro maggioranza al Senato. Il gruppo più consistente rimarrà probabilmente quello formato da ODS e TOP 09, rendendo probabile la riconferma del presidente del Senato Miloš Vystrčil.
È quindi molto probabile che il Senato rimanga nelle mani dell’opposizione per l’intera durata della legislatura. Per ottenere la maggioranza, infatti, i partiti di governo dovrebbero vincere in tutte e 27 le circoscrizioni in cui si voterà nella prossima tornata tra due anni.
La Repubblica Ceca ha un sistema di bicameralismo imperfetto. I senatori non votano la fiducia al governo né la legge di bilancio, e i veti o le modifiche alle leggi approvate dal Senato possono essere superati dalla maggioranza dei deputati. Le modifiche alla Costituzione richiedono invece il voto favorevole di entrambe le Camere. Il Senato è composto da 81 membri e un terzo dei seggi viene rinnovato ogni due anni.
Fonte: volby.gov.cz Fonte fotografia: senat.cz



