La maggioranza di governo ha proposto a sorpresa, venerdì 23 ottobre, la discussione in prima lettura dell’abolizione del canone per i media del servizio pubblico.
Su proposta dell’SPD, il disegno di legge è stato inserito all’ordine del giorno in via prioritaria ed è stato discusso venerdì in una seduta protrattasi fino a sabato mattina. La proposta è sopravvissuta ai tentativi di rinvio dell’opposizione e potrà quindi proseguire il suo iter parlamentare con l’esame nelle commissioni competenti. La mossa ha rappresentato un’accelerazione inattesa per uno dei provvedimenti più controversi dell’attuale legislatura.
Il governo propone di finanziare la radio e la televisione pubblica direttamente tramite il bilancio dello Stato, cancellando il canone attualmente pagato da famiglie e imprese. Gli stanziamenti previsti nel bilancio, tuttavia, risultano inferiori rispetto agli introiti garantiti dal canone, il cui importo è stato aggiornato lo scorso anno. I vertici della radio e della televisione hanno già avvertito che, in caso di tagli alle risorse, saranno costretti a ridurre le produzioni. Secondo l’opposizione, l’obiettivo reale del governo è indebolire l’indipendenza dei media pubblici. La proposta ha suscitato ampie proteste di piazza.
Fonte: novinky.cz
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