L’azienda I-TEC Czech, membro della Camera di Commercio Italo-Ceca, ha recentemente raggiunto un importante traguardo: ha consegnato il 250° veicolo del marchio italiano Bonetti, appositamente allestito per i servizi comunali. Abbiamo parlato con il direttore dell’azienda, Jiří Vyvial, delle peculiarità di questo settore e della collaborazione con la pubblica amministrazione.
Cosa rappresenta per voi la consegna del 250° veicolo Bonetti nella Repubblica Ceca?
Si tratta di un traguardo molto significativo. Guardandomi indietro oggi, non vedo soltanto 250 veicoli Bonetti consegnati. Vedo quasi trent’anni di lavoro, centinaia di trattative commerciali, migliaia di ore trascorse accanto ai clienti e, soprattutto, la fiducia che siamo riusciti a costruire nel tempo.
Quando abbiamo iniziato, quasi trent’anni fa, il mercato ceco della tecnologia per i servizi comunali era molto conservatore. Prevaleva l’idea che le migliori attrezzature dovessero provenire soprattutto dalla Germania. Affermare produttori italiani non è stato quindi semplice. Non bastava offrire un prodotto di qualità: era necessario convincere i clienti dimostrando affidabilità nell’uso quotidiano, un servizio di assistenza efficiente e un’esperienza consolidata nel tempo.
Eppure l’Italia è tra i leader europei nello sviluppo di macchine speciali per i servizi comunali. I produttori italiani sanno coniugare qualità tecnica, innovazione e soluzioni pratiche per le esigenze operative quotidiane. Sono lieto che, nel corso degli anni, siamo riusciti a far apprezzare questi punti di forza anche sul mercato ceco.
Come sono cambiate negli ultimi anni le esigenze di città e comuni nel settore della tecnologia comunale?
Negli ultimi dieci-quindici anni è cambiato profondamente il modo in cui città e comuni concepiscono le attrezzature per i servizi comunali. Fino al 2015 circa era normale utilizzare i mezzi il più a lungo possibile. I veicoli venivano sottoposti a ripetute revisioni generali e la loro vita utile veniva prolungata anche a costo di elevate spese di manutenzione. Un approccio che spesso si rivelava inutilmente costoso.
Oggi prevale una visione molto più orientata all’efficienza economica. Oltre al prezzo di acquisto, vengono valutati il costo complessivo del ciclo di vita, l’affidabilità operativa, la disponibilità dell’assistenza tecnica, i consumi energetici o di carburante, la sicurezza degli operatori e l’effettiva versatilità delle macchine. In molti casi risulta evidente che investire in un nuovo mezzo è, nel lungo periodo, più conveniente che prolungare la vita di uno ormai obsoleto.
Parallelamente è cambiato anche il ruolo dei servizi comunali. Strade pulite, aree verdi ben curate e spazi pubblici ordinati non rappresentano più soltanto un valore estetico, ma sono diventati un elemento essenziale della qualità della vita dei cittadini e uno degli indicatori dell’efficienza dell’amministrazione comunale. Di conseguenza sono aumentate anche le aspettative nei confronti delle attrezzature. Oggi le decisioni sugli investimenti sono molto più razionali e si basano sempre più su dati economici, anziché sul solo prezzo di acquisto. Un tempo si acquistava una macchina; oggi si investe in una soluzione di lungo periodo.
I vostri clienti sono i comuni e le loro società partecipate. Quali sono le peculiarità del rapporto con la pubblica amministrazione?
Ogni acquisto è disciplinato dalle rigorose norme sugli appalti pubblici. Tutto deve essere completamente tracciabile e verificabile. Non c’è spazio per accordi informali. I processi decisionali richiedono mesi: i progetti devono essere approvati dalla giunta comunale e dal consiglio comunale, mentre gli investimenti dipendono dai bilanci degli enti locali. Tutto questo richiede pazienza e una solida stabilità finanziaria da parte nostra.
Ci confrontiamo sia con i politici, che decidono i bilanci e possono cambiare a ogni tornata elettorale, sia con i tecnici che utilizzano quotidianamente le macchine sul campo. Dobbiamo soddisfare le esigenze di entrambe queste categorie, affinché i mezzi lavorino in modo affidabile indipendentemente dai risultati delle elezioni.
Per questo motivo non siamo semplicemente fornitori, ma veri e propri consulenti. Dobbiamo conoscere a fondo i processi interni delle amministrazioni locali e proporre soluzioni che semplifichino il lavoro degli operatori e che, al tempo stesso, l’amministrazione possa giustificare davanti ai cittadini.
Quali sono le principali sfide che i servizi tecnici comunali affrontano oggi nella Repubblica Ceca?
Come nella maggior parte dei Paesi europei, considero la carenza di personale qualificato la sfida più importante. I servizi tecnici hanno bisogno non solo di conducenti esperti e operatori specializzati, ma anche di personale capace di utilizzare le tecnologie più moderne.
La situazione nella Repubblica Ceca è ulteriormente complicata dal fatto che molte aziende di servizi comunali sono enti pubblici controllati dai comuni. Le retribuzioni sono basate su tabelle salariali fissate dallo Stato, che difficilmente riescono a competere con il settore privato. Diventa quindi sempre più difficile attrarre e trattenere personale qualificato.
I direttori dei servizi tecnici sono costretti a cercare nuove modalità per aumentare la produttività. Non basta più acquistare macchinari di qualità: la digitalizzazione sta assumendo un ruolo sempre più centrale. I moderni sistemi informativi consentono di monitorare l’utilizzo delle macchine, pianificare i percorsi di lavoro, gestire la manutenzione, registrare le attività e analizzare i costi operativi. Nei prossimi anni, a mio avviso, anche l’intelligenza artificiale avrà un ruolo crescente, ad esempio nella pianificazione delle attività, nella manutenzione predittiva e nell’ottimizzazione dei processi.
Anche il ruolo dei direttori dei servizi tecnici è profondamente cambiato. Oggi devono conoscere economia, normativa, appalti pubblici, gestione del personale e tecnologie moderne. Dirigere con successo i servizi comunali significa integrare tutte queste competenze in un sistema efficiente.
Personalmente mi ha colpito molto l’approccio dei Servizi Tecnici della città di Most. Li considero un esempio di organizzazione che utilizza la digitalizzazione come normale strumento di gestione. Le attività vengono costantemente monitorate, i risultati confrontati e ogni esperienza contribuisce al miglioramento dei processi. È proprio questa, a mio giudizio, la direzione futura dei servizi comunali.
Quali sono oggi le principali tendenze nel settore dei veicoli e delle attrezzature comunali?
In quasi trent’anni di attività non ho mai vissuto un periodo in cui il settore della tecnologia comunale si evolvesse così rapidamente come oggi. Il principale motore di questo cambiamento è rappresentato dalla normativa europea, sempre più orientata alla riduzione delle emissioni e a una gestione più sostenibile dei veicoli.
L’elettrificazione sta diventando una componente ordinaria dei servizi comunali e non riguarda più soltanto le automobili. Oggi, ad esempio, i veicoli elettrici destinati alla manutenzione dei parchi, alla raccolta dei rifiuti dai cestini pubblici o alle attività nei centri storici fanno ormai parte della normale operatività, mentre solo pochi anni fa gli operatori guardavano a queste soluzioni con notevole prudenza.
Un’altra tendenza molto interessante è l’automazione, ad esempio nella manutenzione delle aree verdi, dove le tecnologie sono ormai mature per un impiego diffuso. Tuttavia, lo sviluppo tecnologico procede più velocemente della normativa, che sta solo gradualmente creando le condizioni per una loro più ampia diffusione.
Accanto all’elettrificazione, assumerà un’importanza sempre maggiore anche la gestione dei dati. Il moderno veicolo comunale non è più soltanto una macchina operativa, ma diventa parte integrante di un ecosistema digitale che consente di monitorarne il funzionamento, pianificare la manutenzione, analizzarne l’utilizzo e integrare progressivamente strumenti basati sull’intelligenza artificiale.
Come si inseriscono in questo scenario l’esperienza di I-TEC Czech e la collaborazione con città e comuni?
Quando abbiamo fondato l’azienda, trent’anni fa, abbiamo scelto di puntare sulla specializzazione. La nostra filosofia non è mai stata quella di vendere macchine a ogni costo. Vogliamo essere un partner che aiuti il cliente a scegliere la soluzione più adatta. Questo significa parlare apertamente non solo dei vantaggi, ma anche dei limiti delle diverse tecnologie.
Negli ultimi trent’anni il ruolo del fornitore di tecnologia comunale è cambiato profondamente. Non basta conoscere le caratteristiche tecniche delle macchine: è necessario orientarsi nella normativa, negli appalti pubblici, nell’economia di esercizio e nelle tendenze europee. La Repubblica Ceca fa parte del mercato unico europeo e i cambiamenti che oggi nascono in Italia o in altri Paesi influenzeranno molto presto anche il funzionamento delle città e dei comuni cechi.
Oggi molti produttori europei sono in grado di realizzare attrezzature comunali di alta qualità. La vera differenza, però, non la fa la macchina in sé, ma le persone: la loro esperienza e la capacità di progettare soluzioni che generino valore nel lungo periodo. È su questo principio che quasi trent’anni fa abbiamo costruito I-TEC Czech, ed è ancora oggi la filosofia che guida il nostro lavoro.
Fonte della fotografia: I-TEC Czech.



