La durata della crisi in Medio Oriente potrebbe influire in maniera rilevante sulla crescita dell’economia ceca nel 2026. Lo indicano le previsioni pubblicate dall’Unione dell’Industria e Trasporto, la principale associazione industriale nel paese.
In uno scenario con la durata della crisi inferiore a circa sei mesi l’Unione prevede per quest’anno un aumento del prodotto interno lordo del 2,6%. Ma con una durata oltre sei mesi della crisi scoppiata a fine febbraio, il prodotto interno lordo potrebbe crescere solo del 2,2%. L’impatto più rilevante sarebbe sull’inflazione che con il conflitto lungo supererebbe il tre percento con una dinamica di crescita meno forte per i redditi delle famiglie e gli investimenti privati.
Se dovesse durare oltre sei mesi, la crisi avrebbe un forte impatto anche sul 2027 con una crescita del PIL, che passerebbe dal 2,3% all’1,4%. A frenare l’economia sarebbe l’aumento dei costi e le interruzioni nelle forniture. “L’economia ceca è più sensibile a questi shock per il suo alto fabbisogno energetico, un forte orientamento verso l’industria e la grande apertura al commercio estero” ha indicato la direttrice della sezione delle politiche economiche dell’Unione dell’Industria e Trasporto Pavlína Žáková.
Fonte: www.spcr.cz
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