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La regola del silenzio assenso: non bisogna travisare

16.03.2021

Il primo gennaio di quest’anno è entrata in vigore la modifica numero 403/2020 Sb. del codice di procedura amministrativa e della legge sull'edilizia. La novità più importante portata dalla nuova normativa è l’introduzione della regola del silenzio assenso, che dovrebbe velocizzare gli iter di autorizzazione. Ne abbiamo parlato con l’architetto Andrea Palazzo, socio Camic.

 

Architetto Palazzo, come funziona la novità del silenzio assenso? 

Secondo il nuovo regolamento edilizio l'organo amministrativo competente deve emettere un parere vincolante, entro e non oltre 30 giorni dalla data di presentazione della domanda. A questo periodo si aggiungono altri 30 giorni se è richiesto un sopralluogo o in caso di progetti e interventi più complessi. Ciò significa che in presenza di determinati presupposti, il silenzio dell’amministrazione oltre i termini stabiliti venga equiparato ad un assenso. Questa procedura non è valida per tutti gli iter, ad esempio le valutazioni di impatto ambientale. Anche in caso del silenzio assenso l’amministrazione dispone di un periodo di ben due mesi di tempo per eventuali revisioni. L‘investitore invece avrà la possibilità di chiedere entro 12 mesi dal rilascio il riesame del parere vincolante.

 

Quali impatti del provvedimento prevede?

La novità apportata alla legge non obbliga l’ufficio pubblico al rilascio dell‘autorizzazione entro 30 o 60 giorni, come talvolta si sente dire anche tra i professionisti. L’ente, per posticipare i termini previsti, può inviare una comunicazione richiedendo una proroga, o invece può far richiesta di rimuovere eventuali vizi dalla documentazione. In tal caso una volta rimossi i vizi si incorrerà nuovamente nella tempistica dei 30 + 30 giorni. Per questo motivo non è affatto detto che gli iter di autorizzazione diventeranno più brevi. Al contrario altri nuovi problemi potrebbero sorgere.  L’ufficio edile si potrebbe trovare spiazzato dalla mancanza di una comunicazione scritta, non avendo più la possibilità di verificare l’iter valutativo di tutti gli enti chiamati in causa, né potrà controllare l’esaustività della documentazione stessa.

 

Secondo lei quindi la modifica non comporta alcun miglioramento? 

Probabilmente sarà più facile ottenere le autorizzazioni e i via libera per progetti di minore entità, ad esempio la ristrutturazione di un appartamento nella zona storica. È probabile che gli uffici faranno una scrematura dei progetti all’ingresso scegliendo di quali occuparsi e di quali no. In quest’ultimo caso faranno scattare il silenzio assenso. Il vero cambiamento che porta il nuovo regolamento è la necessità da parte degli enti ad una maggiore comunicazione con i professionisti/privati. Questa comunicazione molto probabilmente faciliterà il compito degli architetti e ingegneri nell’apportare tempestivamente eventuali modifiche ai progetti richiesti dagli enti.

 

La normativa porta a un miglioramento sul versante dei ricorsi dei vicini? 

Direi di no. In città e nei progetti residenziali è molto importante riuscire a gestire la comunicazione con i vicini che ormai sono diventati la vera sfida per gli investitori non essendo regolati in alcun modo. Questo ambito non ha tuttavia subito rilevanti modifiche dalla normativa.

 

Secondo lei gli investitori cosa dovrebbero fare per aumentare le proprie possibilità di ottenere le autorizzazioni? 

Gli investitori dovrebbero soprattutto puntare su professionisti capaci non solo di elaborare un progetto valido ma anche di comunicare con i vari enti, intervenendo tempestivamente negli iter di autorizzazione. Una buona capacità di intervento presso gli enti può accelerare decisamente le pratiche di autorizzazione.

 

L’architetto Andrea Palazzo, classe 1980, si laurea in architettura presso il Politecnico di Milano. Nel 2008 diventa il 40esimo architetto straniero iscritto alla Camera degli Architetti della Repubblica, e si specializza in iter procedurali e nella ricostruzione/riqualifica di edifici storici. Dopo oltre 200 progetti realizzati svolge attività didattica come consulente per il dipartimento di Design della Scuola superiore di arti applicate (VOŠUP) e presso la Facoltà di Architettura del Politecnico di Praga (ČVUT) dove sta conseguendo il dottorato di ricerca.

 

Fonte: Camic

Fonte fotografia: Arch. Andrea Palazzo

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