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16.09.2026

L’Arch. Palazzo presenta Casa Z, la prima casa stampata 3D

La stampa 3D è tra le nuove tecnologie che stanno trasformando profondamente i settori industriali e dei servizi e progressivamente si sta facendo spazio anche nel settore edilizio. Il primo progetto in Repubblica Ceca con regolare permesso edilizio per un edificio realizzato con la nuova tecnologia è Casa Z, che ha una forte impronta italiana. L’investitore e la mente del progetto è l’architetto Andrea Palazzo, Socio Camic: “Con la stampa 3D ho scelto consapevolmente di uscire dalla mia zona di comfort”.


Architetto Palazzo, come è arrivato al progetto Casa Z?

Casa Z, di cui sono architetto e investitore, è il risultato di anni di ricerca, di incontri e confronti nei cantieri europei in cui sono state realizzate abitazioni con tecnologie di stampa 3D, dello studio e della valutazione delle diverse tecnologie di stampa presenti sul mercato e degli approfondimenti sviluppati durante il mio dottorato di ricerca sull’automazione nel settore delle costruzioni presso la Facoltà di Ingegneria Civile del ČVUT. Questo progetto rappresenta quindi il punto in cui convergono le esperienze, le conoscenze e le competenze maturate lungo tutto questo percorso.

Per quanto riguarda il motivo per cui ho deciso di impegnarmi in questo progetto, sicuramente c’è una componente di sfida personale. Con la stampa 3D ho scelto consapevolmente di uscire dalla mia zona di comfort, di confrontarmi con una tecnologia nuova, che richiede un modo diverso di pensare l’architettura e il processo costruttivo. Credo che la vera innovazione nasca proprio dalla capacità di mettersi in discussione, continuare a imparare e avere il coraggio di sperimentare. Casa Z non è soltanto una casa stampata in 3D: è un progetto di ricerca applicata. Non stiamo semplicemente costruendo un edificio, ma stiamo contribuendo a sviluppare un nuovo modo di progettare e costruire. Durante questo percorso miglioriamo i processi, sperimentiamo soluzioni e acquisiamo un’esperienza che potrà essere utile anche allo sviluppo futuro del settore delle costruzioni. Per me Casa Z rappresenta quindi il punto d’incontro tra ricerca, architettura e innovazione. È la dimostrazione di come una nuova tecnologia possa trasformarsi in uno strumento concreto a disposizione dell’architettura.

 

L’utilizzo della stampa 3D promette risparmi di tempo e di costi. Le attuali tecnologie riescono a garantire una qualità comparabile a quella delle costruzioni tradizionali in muratura?

Oggi utilizzare la stampa 3D non significa automaticamente costruire una casa a un costo inferiore. Si tratta ancora di una tecnologia relativamente giovane e una delle principali difficoltà è la mancanza di una completa standardizzazione dei processi. Ed è proprio uno degli aspetti sui quali, attraverso progetti come Casa Z, stiamo cercando di acquisire esperienza e sviluppare nuove soluzioni.

Se consideriamo semplicemente il costo al metro quadrato, oggi possiamo dire di essere sostanzialmente in linea con una costruzione tradizionale. La situazione cambia, però, quando parliamo di edifici caratterizzati da geometrie particolari, pareti curve o forme atipiche, come nel caso di Casa Z. In questi casi la stampa 3D può diventare molto più competitiva, perché realizzare le stesse geometrie con tecniche tradizionali richiederebbe lavorazioni più complesse e, di conseguenza, costi maggiori.

Quindi tra i vantaggi principali possiamo sicuramente menzionare: la velocità di realizzazione, l’ottimizzazione nell’utilizzo dei materiali, la precisione esecutiva e soprattutto la possibilità di realizzare geometrie complesse e personalizzate senza che questo comporti necessariamente un aumento dei costi. Sono convinto che, con la progressiva diffusione della tecnologia e una maggiore standardizzazione dei processi, nei prossimi anni potremo assistere anche a una riduzione significativa dei costi rispetto alle costruzioni tradizionali.

Per quanto riguarda invece la qualità della costruzione, bisogna chiarire un aspetto importante: le pareti che stampiamo sono realizzate con un materiale cementizio. Parliamo quindi di una famiglia di materiali che conosciamo molto bene e di cui conosciamo le caratteristiche e le prestazioni. La vera differenza non sta tanto nel materiale, quanto nel modo in cui viene applicato: anziché utilizzare i processi costruttivi convenzionali, il materiale viene depositato strato dopo strato attraverso una stampante 3D secondo un modello digitale.

Questo non significa accettare standard qualitativi o di sicurezza inferiori. Al contrario, un edificio realizzato attraverso la stampa 3D deve rispettare i requisiti previsti dalla normativa, esattamente come un edificio realizzato con tecnologie tradizionali. Dal punto di vista strutturale, termico e della sicurezza antincendio, quindi, non esistono “scorciatoie”: la tecnologia cambia, ma i requisiti che l’edificio deve soddisfare rimangono gli stessi.


La legislazione ceca regola l’utilizzo della stampa 3D nella realizzazione di edifici? Sono necessari permessi particolari?

Dal punto di vista urbanistico, strutturale e della sicurezza, l’edificio deve rispettare sostanzialmente gli stessi requisiti previsti per una costruzione realizzata con tecnologie tradizionali. Non è quindi il fatto di utilizzare una stampante 3D a cambiare gli obiettivi della normativa. Ciò che cambia è soprattutto il modo in cui dobbiamo progettare e dimostrare che la soluzione adottata soddisfi tutti i requisiti richiesti.

Ed è proprio qui che emerge una delle principali sfide di questa tecnologia. Oggi sono ancora relativamente pochi i professionisti che hanno maturato un’esperienza diretta nella progettazione e nella realizzazione di edifici stampati in 3D. Si tratta di una competenza nuova, che richiede un know-how specifico e soprattutto la capacità di affrontare problemi che non sempre possono essere risolti utilizzando soluzioni già standardizzate nel settore delle costruzioni.

Progettare per la stampa 3D significa infatti ragionare in modo diverso fin dalle prime fasi del progetto, comprendendo contemporaneamente le esigenze architettoniche, strutturali, impiantistiche e le caratteristiche specifiche del processo di stampa. A questo si aggiunge la capacità di reagire rapidamente alle problematiche che possono emergere durante la realizzazione. Spesso è necessario sviluppare soluzioni nuove, adattarle alle condizioni del cantiere e verificare immediatamente la loro efficacia.


Se un investitore volesse utilizzare la stampa 3D nella costruzione di un edificio, c’è una scelta di aziende in Repubblica Ceca per scegliere il fornitore più adatto?

Sì, oggi in Repubblica Ceca esistono più aziende con tecnologie di stampa 3D per l’edilizia, con le quali ho avuto modo di confrontarmi per comprenderne le tecnologie, le caratteristiche e i requisiti necessari alla realizzazione del progetto, e per capire come conciliare le esigenze architettoniche con i limiti propri di ciascun sistema di stampa 3D.

La domanda chiave, però, non è tanto “quale fornitore scegliere”, ma “come impostare il progetto”. Le stampanti, infatti, non sono tutte uguali: hanno dimensioni e caratteristiche diverse e non lavorano tutte con gli stessi materiali. Sono aspetti che influiscono concretamente sulla qualità, sui tempi e sui costi complessivi.

Il principio è abbastanza semplice – la stampante è uno strumento, non la soluzione. È il progettista, che deve valutare le esigenze del progetto, i materiali e le diverse tecnologie e, su questa base, individuare il partner più adatto. Quindi il vero vantaggio, anche economico, non nasce dalla macchina in sé, ma da un processo ben guidato.

Fonte fotografia: Archivio di Arch. Palazzo

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