Quasi la metà delle imprese in Repubblica Ceca non ha registrato ricadute degne di nota della direttiva comunitaria sulla trasparenza salariale. Lo indica un’indagine dell’Associazione per gli Investimenti Esteri (AFI), a cui ha partecipato la Camera di Commercio e dell’Industria Italo-Ceca con i suoi soci.
Il 45% delle aziende intervistate ha dichiarato di non aver registrato alcuna conseguenza significativa relativa alla direttiva, mentre un ulteriore 17% delle imprese non ha saputo esprimere un’opinione in merito. Una parte significativa delle aziende ha invece dovuto modificare i propri documenti e le direttive interne. Il 9% delle imprese prevede un aumento dei costi dovuto alla direttiva e l’8% ha dovuto richiedere una consulenza specifica.
La legge che recepisce la direttiva in Repubblica Ceca non è ancora entrata in vigore. La norma prevede una maggiore trasparenza del sistema di retribuzione salariale all’interno delle aziende. Le imprese con 100 o più dipendenti dovranno elaborare un rapporto sulle differenze salariali tra uomini e donne. Nei casi in cui si verifichi un divario del 5% non giustificabile da condizioni oggettive, le aziende dovranno inoltre proporre dei rimedi per ridurre la differenza di remunerazione.
Fonte: AFI
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