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22.07.2020

AIM Group festeggia i sessant’anni e guarda al futuro

AIM Group è una delle realtà più solide nel settore dell’organizzazione degli eventi e dei congressi. Quest’anno il gruppo festeggia i sessant’anni dalla fondazione e, nonostante le difficoltà dovute all’epidemia Covid-19, guarda al futuro. Ne abbiamo parlato con Roman R. Straub, Area Manager per l’Europa Centrale e Orientale, che coordina e dirige gli uffici di Praga, Vienna e Budapest.

 

Dott. Straub come valuta la situazione di quest’anno? E quali sono le prospettive per il futuro? 

A Praga abbiamo dovuto cancellare o rimandare i congressi che avevamo in programma. La nostra società è specializzata anche in eventi corporate, che stanno lentamente riprendendo. Per l’autunno abbiamo in programma, ad esempio, la convention di un’importante banca italiana in Slovacchia. Purtroppo la condizione di molti nostri partners tra alberghi e ristoranti è molto difficile. Per ora è ancora presto fare previsioni sul 2021. Sembra però che i congressi in programma si potrebbero svolgere. In questo senso l’ufficio di Praga è in una situazione particolare, perché organizzerà due grandi congressi che si svolgeranno nella stessa settimana. Se andrà tutto bene, l’anno prossimo sarà molto intenso per Praga e tutta la nostra area.

 

L’attuale situazione ha spinto molti a puntare sugli eventi digitali e ibridi. È questa la strada del futuro? 

Io sono sostenitore della strategia adapt to change. Lo sviluppo degli eventi digitali, e ancora più quelli ibridi, è stato importante per affrontare l’attuale situazione. E sicuramente ci sono spazi per un ulteriore sviluppo. Continuo però a credere che gli accordi importanti si fanno di persona, faccia a faccia. Uno dei primi capi, che ho avuto ormai trent’anni fa, diceva che gli affari più importanti si fanno sul campo da golf. Gli eventi digitali e ibridi ci aiutano però ad affrontare l’insicurezza, non sappiamo se ci sarà una seconda ondata del virus e molte aziende ancora limitano i viaggi dei propri dipendenti.

 

Lei dirige gli uffici di AIM Group a Praga, Vienna e Budapest. Tra le tre metropoli c’è una grande concorrenza?

 

Tra Vienna e Praga c’è sempre stata sempre una grandissima concorrenza. Infatti un turista che arriva per un congresso spende circa tre volte tanto rispetto a un turista normale. Ma Praga ha diversi punti a suo favore. Alcuni costi continuano a essere minori, Praga è una città più piccola e gestibile e, un fatto poco noto, la capitale ceca ha più camere in fascia superior di quella austriaca. Praga ha anche un convention bureau molto capace e disponibile. Tra i nostri uffici costruiamo continue sinergie. L’ufficio di Budapest è più piccolo e lo vogliamo sviluppare maggiormente.

 

AIM Group festeggia quest’anno il sessantesimo anniversario dalla fondazione. Come valuta questo importante traguardo? 

Non sono molte le imprese congressuali che possono vantate sessant’anni di attività. La società è stata creata dal padre dell’attuale presidente di AIM Group, Gianluca Buongiorno, e si è da subito orientata verso il settore medico e farmaceutico. Da allora le attività sono molto cresciute, lo scorso anno l’intero gruppo ha organizzato oltre tremila event experience per oltre seimila giorni-eventi. Oggi AIM Group è una società molto solida nonostante le difficoltà degli ultimi mesi.

 

Lei ha una carriera importante nel settore alberghiero. Cosa l’ha spinta a occuparsi dell’organizzazione dei congressi? 

Io nasco professionalmente nel settore alberghiero. Nel 2016 gli azionisti del Prague Congress Centre, la città di Praga e il Ministero delle Finanze, cercavano un nuovo general manager, che provenisse dall’estero e non avesse legami con la politica, e hanno scelto me. È stato un lavoro molto duro, parlavo poco il ceco, ma mi è piaciuto molto. Sono una persona curiosa di natura e ho voluto provare un nuovo lavoro.

 

Fonte: Camic

Fonte fotografia: AIM Group

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