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Camera di Commercio e dell’Industria Italo-Ceca
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Economia ceca: quali prospettive per il 2020?

31.10.2019

Nella serata di ieri, la Camera di Commercio e dell'Industria Italo-Ceca ha organizzato nella sede dell'agenzia Deloitte Czech Republic, socio Camic, la conferenza economica intitolata Repubblica Ceca 2020: rischi e opportunità per il business – Trend e previsioni per l’economia nazionale e del CEE.

Nel suo saluto ai presenti il presidente della Camera, Gianfranco Pinciroli, ha riassunto i temi principali della conferenza. «L'appuntamento di oggi vuole tentare di rispondere a molte domande che ci poniamo negli ultimi mesi - ha sottolineato il presidente Pinciroli - Chi ha investito in Repubblica Ceca negli ultimi decenni, ha puntato su un Paese di successo con ritmi di crescita imponenti. Ma oggi, forse, si è arrivati alla fine di un ciclo e bisogna saper scegliere su alcuni argomenti chiave per il futuro del Paese». Il dibattito è stato condotto da Walter Fusar Poli, consigliere della Camera e partner di Deloitte Services, alla presenza del Primo Segretario dell'Ambasciata d'Italia a Praga Federico Bernardi e dell'addetto commerciale Alessandro Pitotti.

La relazione introduttiva è stata svolta dal Governatore della Banca Nazionale Ceca, Jiří Rusnok. «È chiaro che in numerosi importanti centri l'economia sta rallentando», ha sottolineato il Governatore, mettendo in evidenza il fatto che la frenata riguarda sia le economie già sviluppate che quelle in via di sviluppo. Questi trend globali avranno un impatto sull'economia ceca nel prossimo anno, quando il tasso di crescita del PIL dovrebbe rallentare. Sul versante della politica monetaria si registra la continua tendenza al ribasso dei tassi d'interesse. Al contrario delle previsioni della stessa BNC, anche il cambio corona ceca - euro è rimasto stabile dalla seconda metà del 2018. Gli investitori hanno corone ceche a sufficienza e anzi, in alcuni casi, cercano di venderle sui mercati. «Negli ultimi mesi, gli investitori sono alla ricerca di beni rifugio molto sicuri e liquidi puntando su monete come il dollaro o il franco svizzero», ha sottolineato il Governatore, indicandolo come una delle ragioni per cui non si sia verificato il prospettato rafforzamento della corona. La Banca Nazionale Ceca, al contrario della Banca Centrale Europea, è invece riuscita a raggiungere l'obiettivo dell'inflazione al 2%.

Nel suo intervento David Marek, capo economista di Deloitte Czech Republic, ha analizzato concretamente i più importanti fattori di rischio per l'economia ceca. «In Germania qualcosa sta andando male», ha dichiarato Marek, commentando i risultati economici del principale partner commerciale ceco. In alcuni settori dell'economia tedesca, i trend al ribasso sono molto forti e potrebbero segnalare difficoltà non solo congiunturali. Tra gli altri fattori di rischio per l'economia ceca ci sono poi la guerra dei dazi e la Brexit. Nonostante tutto, la Repubblica Ceca presenta una forte stabilità macroeconomica e un buon tasso di crescita, che nel prossimo anno dovrebbe attestarsi intorno al 2%. Sul lungo periodo, il paese dovrà affrontare importanti sfide tra cui l'invecchiamento della popolazione, la robotizzazione dell'economia e la riforma del sistema scolastico. «Le economie in via di sviluppo investono costruendo infrastrutture fisiche, le economie sviluppate crescono investendo in conoscenza, istruzione, ricerca e innovazione. La Repubblica Ceca tuttavia non investe abbastanza né in infrastrutture né nelle persone», ha commentato David Marek.

Alcuni aspetti peculiari dell'economia ceca sono stati affrontati da Pavel Sobíšek, capo economista di UniCredit Bank Czech Republic & Slovakia. Fino ad ora, l'economia ceca e l'industria hanno mostrato una maggiore mobilità al già previsto rallentamento. «Ma una correzione di questo trend arriverà, temo, nel quarto trimestre dell'anno», ha detto Sobíšek. Nel futuro immediato la crescita verrà trainata dalla domanda interna e dall'export. A supporto delle esportazioni è previsto anche un corso della corona stabile e adatto per i settori industriali fortemente esposti sull'estero. «L'economia ceca continua ad aver bisogno di molta manodopera, così come l'indice di produttività per lavoratore continua a essere basso», ha riportato come fattore da migliorare Pavel Sobíšek.  Anche per UniCredit Bank CZ & SK la crescita economica dovrebbe rimanere intorno al 2% con un aumento del PIL del 2,4% nel 2019 e del 2% nel 2020.

Fonte: Camic

Fonte fotografie: Studio Adam-Costey

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