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12.03.2017

L’europarlamentare ceca Martina Dlabajová ha incontrato soci CAMIC

Venerdì 10 marzo si è tenuto nella sede della Camera di Commercio e dell'Industria l'incontro tra i soci della Camera e l'europarlamentare ceca Martina Dlabajová. L'europarlamentare ceca eletta come indipendente per il movimento ANO 2011 è stata invitata alla Camera Italo-Ceca per via dei suoi profondi rapporti con l'Italia.

Il dibattito è stato aperto dall'intervento dell'ambasciatore italiano a Praga, Aldo Amati, che ha fatto un punto sulla situazione europea in vista delle celebrazioni dell'anniversario del Trattato di Roma. «L'Europa sta attraversando uno dei momenti più difficili della sua storia e, se non sarà in grado di compattarsi, andrà incontro a una frammentazione e un ritorno al passato, che certamente non ci aiuterà» ha dichiarato l'ambasciatore Amati. La posizione trova d'accordo anche il presidente della Camera Italo-Ceca, Gianfranco Pinciroli, secondo il quale «è necessario fare qualcosa per salvaguardare l'Europa».

L'invitata al dibattito, Martina Dlabajová, fa parte all'interno dell'Europarlamento del gruppo dell'ALDE ed è vicepresidente della Commissione per il controllo dei bilanci e membro della Commissione per l'occupazione e gli affari sociali e della Commissione per il Trasporto e il Turismo. Grazie alla partecipazione a queste commissioni chiave Martina Dlabajová ha la possibilità di osservare da vicino il funzionamento delle istituzioni europee.

Come si spendono i fondi europei? «Noi controlliamo ogni euro speso in Europa, tutti i bilanci e le rendicontazioni e analizziamo come sono stati spesi i fondi europei» descrive il lavoro alla Commissione per il controllo dei bilanci Martina Dlabajová, che ha curato la revisione dei conti della Commissione Europea per il 2014. «I casi di corruzione e abuso sono pochissimi» ha sottolineato Dlabajová, secondo la quale prevalgono invece gli errori amministrativi causati dalla grande complessità burocratica dei fondi europei. Una questione più ampia è invece quella dell'utilizzo dei fondi e della capacità di promuovere lo sviluppo. «Dobbiamo avere una visione su come spendere il bilancio, perciò l'Unione Europea dovrebbe dotarsi di una specie di business plan, in cui vengono identificate le priorità che dovrebbero orientare la spesa dei fondi europei» ha spiegato la sua opinione l'europarlamentare ceca. 

Lavoratori distaccati. Oltre alla questione della ripartizione per quote dei rifugiati, un altro tema sta causando forti diatribe tra i governi dell'Europa occidentale e quelli dell'Europa centrale e orientale. Si tratta della questione dei lavoratori distaccati, che è particolarmente sentita nel settore dei trasporti su gomma. «Diversi Paesi europei hanno adottato misure protezionistiche miranti a impedire la libera concorrenza» ha detto Martina Dlabajová indicando, ad esempio, le misure prese in Germania, Francia e anche Italia, secondo cui gli autisti in transito per questi Paesi devono ricevere almeno il salario minimo previsto dalla loro codificazione.  «La Commissione Europea insiste affinché i lavoratori distaccati all'estero abbiano uno trattamento pari a quello in vigore nel Paese dove andranno a lavorare» ha illustrato Martina Dlabajová. Secondo l'europarlamentare liberale è assolutamente legittimo che nel quadro del mercato unico le imprese facciano leva sui diversi livelli di salari nei vari Paesi europei. Un altro punto che vede contraria l'europarlamentare del gruppo liberale è la limitazione temporale del distaccamento dei lavoratori a 24 mesi, che penalizzerebbe, ad esempio, le aziende concorrenti per gli appalti pubblici in stati stranieri o le aziende multinazionali, che hanno bisogno di distaccare lavoratori tra sedi in diverse nazioni. «Io sono convinta che, se queste misure protezionistiche andranno avanti, non avremo più un'Europa competitiva» ha detto Dlabajová. 

Occupazione giovanile. «La disoccupazione giovanile è un enorme problema – ha sottolineato Martina Dlabajová – In alcune regioni europee la maggioranza dei giovani è disoccupata e con scarse prospettive di lavoro». Una delle misure più urgenti da prendere per aggredire questo problema è una miglior corrispondenza tra l'offerta formativa e le competenze richieste dal mercato del lavoro. Questo avrebbe conseguenze positive anche per chi lavora. «In Europa circa il quaranta percento dei giovani non riesce a trovare il lavoro nel proprio campo e dall'altra parte esattamente il quaranta percento delle imprese non è capace di trovare lavoratori con la classifica richiesta» ha spiegato l'europarlamentare. Le politiche di corrispondenza tra competenze acquisite e quelle richieste sul mercato del lavoro si dovrebbero ispirare alle best practices presenti in vari stati europei. Secondo il parere di Dlabajová, altri strumenti utili per migliorare i livelli di occupazione sono la motivazione al lavoro e all'impresa, sostegno alle innovazioni, start-up e sviluppo di nuove competenze lavorative. 

Ce lo impone Bruxelles?! «In ogni Paese si trovano ministri, che dicono “ha deciso Bruxelles” – ha detto con insistenza Dlabajová – Ma noi ci siamo sempre e possiamo influenzare sempre le decisioni». Ogni proposta della Commissione viene discussa e modificata dal Parlamento Europeo e dal Consiglio dell'Unione Europea, dove siedono i membri del governo. Alla fine del processo, i testi usciti dai tre organismi vengono sottoposti al trialogo, ossia a una negoziazione tra Commissione, i governi nazionali rappresentati nel Consiglio e l'Europarlamento. «Il processo legislativo è molto complicato e lungo – ha ammesso Martina Dlabajová – La frase “Ha deciso Bruxelles” è però uno dei più grandi malintesi in Europa».

Fonte: Camic

Fonte fotografia: Camic, Michal Adamovský

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