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09.01.2023

Martin Holub: “Lex ferramenta sarà chiarita in tribunale”

Nel corso del mese di gennaio 2023 entrerà in vigore la modifica della legge sui diritti d’autore. Il parlamento ha dato il via libera anche all’emendamento sul pagamento dei contributi per la musica di sottofondo in alcuni negozi e officine. L’emendamento è stato soprannominato dai media lex ferramenta. Degli effetti del cambiamento abbiamo parlato con l’avvocato Martin Holub dello studio legale Holub & David, socio Camic.

La modifica della legge sui diritti d’autore contiene una parte che abolisce i contributi per la musica di sottofondo per alcuni tipi di luoghi di esercizi. Chi riguarda la modifica? In che modo verrà stabilito che il luogo d’esercizio è frequentato da un numero limitato di persone?

Il testo di legge è molto indefinito. Affinché il luogo d’esercizio rientri nella nuova normativa, deve soddisfare tutti i requisiti della legge. L’accesso ai contenuti diffusi tramite la radio o la televisione dev’essere casuale, indipendente dal volere dei clienti, non a fini di lucro e per un numero limitato di persone.

Secondo il mio parere il concetto del numero limitato di persone verrà stabilito e chiarito negli eventuali litigi che finiranno in tribunale. La dizione è molto indefinita e nella prassi potrebbe creare dei problemi. Dal mio punto di vista possono considerarsi un numero limitato di persone i clienti presenti in un luogo d’esercizio. Ma se, ad esempio, la trasmissione venisse diffusa nei luoghi davanti all’esercizio, potrebbe trattarsi di un tentativo di attirare i clienti nel locale e non si tratterebbe di un numero limitato di persone.

Cosa consiglierebbe agli imprenditori, che stanno valutando, se rientrano nella lex ferramenta?

Gli imprenditori devono innanzitutto valutare, se davvero soddisfano tutti i requisiti fissati dalla legge. Se soddisfano i criteri e smettono di versare i contributi, non dovrebbe succedere niente. Il gestore collettivo dei diritti INTERGRAM tuttavia avverte sul proprio portale, che, qualora emerga, che i contributi dovevano essere versati, ha diritto al pagamento degli arretrati per un valore doppio rispetto alle tariffe abituali. Ritengo che, quando la legge diventerà effettiva, i gestori dei diritti cercheranno di specificare le condizioni per l’esenzione rendendo più chiara la legge.

Un altro gestore dei diritti, l’OSA, non è d’accordo con la norma e ha annunciato ricorsi in tribunali. Gli imprenditori che cesseranno i versamenti in linea con il dettame della legge, devono temere di finire in tribunale?

Non solo l’OSA ma anche gli altri gestori collettivi hanno criticato la norma. Inoltre interpretano il testo di legge in maniera molto differente da altri soggetti, ad esempio l’Associazione delle piccole e medie imprese della Repubblica Ceca. È possibile che con l’entrata in vigore della norma ci siano delle prime controversie in tribunale, che chiariranno le condizioni e le interpretazioni della legge. Secondo la mia esperienza i gestori collettivi sono razionali nel loro procedere. Penso che non ci sia il pericolo di controversie “superflue” davanti ai tribunali.

Il testo della norma contenuta nella legge sui diritti d’autore: “Non viene considerato come riproduzione dei contenuti diffusi per radio o televisione ai sensi del paragrafo 18, comma 3, l’accesso ai contenuti per un numero limitato di persone, se questo accesso è casuale, indipendente dal volere dei percettori e non ha scopo di lucro”.

L’intera modifica di legge è accessibile al seguente link: www.psp.cz

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